Il subconscio di Carmelo il cestaio

“Si tratta di una commedia brillante in due atti, i cui riferimenti a concrete persone fanno presumere un’ambientazione alla concreta situazione belmontese. I protagonisti in questione, come si evince già dal titolo, è un certo Carmelo, fabbricatore di panieri, un mestiere sempre più absoleto perfino nei piccoli paesi! Non a caso Carmelo, in una delle sue battute, lamenta la mancanza di lavoro causata dal dilagante consumo di plastica. I due atti sono ambientati in un baglio dove abita la famiglia di Carmelo; si tratta di una famiglia alquanto bizzarra soprattutto se si bada all’insenzatezza (almeno apparente) di ciò che dice Stefano, il figlio di Carminu. La vicenda che anima la commedia riguarda da vicino proprio il capofamiglia Carmelo, il quale durante una delle sue numerose discussioni con la moglie, Apollonia, sente una strana voce che in ultima analisi identificherà con il suo subconsciuo. Soltanto il pubblico capisce che quella strana voce appartiene a due manigoldi compari di Carmelo, che nascostisi sotto due grosse ceste vogliono prendersi gioco dell’uomo. Al di là dell’evidente comicità della commedia è possibile rintracciare dei significati profondi come il problema del progresso e la difficoltà dello “stare al passo con i tempi” manifestati nell’antitesi tra il mestiere antico di Carmelo e la modernità di padre Andrea che per poco rischia di confessare una fedele al cellulare.

Scarica il copione: Scarica

(Visto 55 volte, 1 visite oggi)